Il 2 giugno del 1946 gli Italiani scelsero la Repubblica con un referendum, il 2 giugno del 2010 celebriamo il 64° anniversario dell’inizio della repubblica, ma che cosa festeggiamo in realtà?
E’ la festa delle forze armate, che domani certamente marceranno in grande pompa per le strade delle città italiane, propagandando un vecchio ideale patriottico basato sulla guerra e la sopraffazione dell’uomo sull’uomo?
E’ la festa di una classe politica vecchia, che, anche con il taglio del 10% degli stipendi dei ministri non parlamentari previsto dalla Finanziaria speciale, conserva i suoi privilegi, senza avviare le necessarie riforme?
E’ la festa di un apparato statale, basato su tanta burocrazia e sulle corporazioni, che, allo stesso modo dei politici, difendono i loro privilegi da caste chiuse?
No, il 2 giugno è la festa della “Res Publica”, la festa della cosa pubblica, di quanto, cioè, appartiene a tutti i cittadini, italiani e stranieri: è l’occasione per ricordarci di ciò che è e deve rimanere, o tornare ad essere, pubblico.
Il successo, che la raccolta firme per l’acqua sta avendo in tutta Italia. dimostra come ci sia un grande bisogno di cose che siano pubbliche, di tutti.
Questa stessa esigenza di pubblico emerge dal successo che sta riscuotendo la campagna in difesa per la Costituzione, sentita da tutti come un patriomonio comune e baluardo di civiltà e democrazia.
Anche la forte indignazione, manifestata dagli Italiani rispetto alla scoperta di traffici e privilegi dietro a persone chiamate, per elezione o per nomina, a gestire la cosa pubblica - denaro o istituzione che sia - è segno di questo stesso bisogno generale: chi ha un incarico pubblico, deve perseguire l’interesse comune e non quello privato, suo e di amici.
Dunque il 2 giugno è la festa della cosa pubblica, la festa di quello che appartiene a tutti, quindi, si può dire, è la festa di tutti!
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