Se osavamo paragonare il premier, democraticamente eletto dagli Italiani, con Benito Mussolini e il Fascismo, eravamo i soliti disfattisti comunisti, che ce l'hanno con quel "pover uomo che ha prestato sé stesso per il bene del paese".
Ora invece, si è paragonato lui stesso al Duce, non in una delle sue cene con amici e veline, dopo aver bevuto tanto vino, ma ad un convegno dell'Ocse, un'istituzione internazionale che si fonda proprio sui valori della libertà e della democrazia.
"Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore: 'dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient'altro' Lo stesso succede a me, tanto che tutti hanno il diritto sia di criticarmi che di insultarmi..."
Intanto è già assurdo presentare Mussolini come "uno che era considerato dittatore", mettendo in dubbio, in chiave ironicamente revisionista, che il Fascismo fosse una dittatura, cosa già inaccettabile per chi presiede il governo di questo paese.
Inoltre, se si tratta dei diari che gli ha dato Dell'Utri, sono un clamoroso falso, per cui non ha neanche senso citarli come esempio.
Ma soprattutto quello che emerge da questa sua ennesima gaffe, è che il Cavaliere è insofferente verso le istituzioni democratiche, cosa di cui eravamo già pienamente consapevoli, ma di cui ricaviamo un'ulteriore conferma.
Se il presidente del Consiglio non può decidere tutto, è perché fortunatamente i nostri nonni, o bisnonni, hanno combattuto e vinto la battaglia della Resistenza e hanno costruito l'Italia democratica e repubblicana, ma lui è troppo intento a leggere i diari falsi del Duce per informarsi sulla Storia italiana.
In fondo da questa odiosa battuta, viene fuori qualcosa di positivo: d'ora in poi, almeno, possiamo tranquillamente paragonarlo a Mussolini, senza che nessuno protesti. Possiamo dire che il premier, auto-paragonandosi al dittatore fascista, ci ha dato ragione.
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