giovedì 11 novembre 2010

Messaggio all'Avvenire

Questa è la mail che ho scritto alla redazione di Avvenire, dopo aver letto la risposta del direttore ad un lettore che criticava Fini per le sue posizioni considerate "troppo laiche", ma non era per difendere Fini, ma per esprimere l'indignazione di un cattolico che non sopporta questa incoerente sottomissione culturale a Berlusconi da parte dei vertici della chiesa italiana:

Gentile Direttore e Spettabile Redazione tutta,
ho letto la Sua risposta, scritta martedì, all'avv. Fabio Russo, e vorrei prendere spunto da questa, ma anche, più in generale da articoli del Vostro quotidiano e dichiarazioni di vari vescovi sull'argomento.
Innanzitutto dalla risposta emerge chiaramente una presa di posizione nei confronti di questo nuovo partito, soprattutto volta a dissuadere elettori cattolici dall'abbandonare il morente Popolo della Libertà per votare Futuro e Libertà: mi sembra assurdo, da parte di un quotidiano cattolico, così come di vescovi, continuare a difendere e sostenere il partito di un leader che bestemmia, non davanti a telecamere, ma comunque nella sua veste pubblica di Presidente del Consiglio ed ha una vita coniugale e comportamenti sessuali lontanissimi dalla morale cristiana propugnata dal Vangelo e dalla dottrina morale della Chiesa.
Ma il problema non è soltanto il premier: moltissimi esponenti di spicco del suo partito, così come della Lega Nord e dell'Udc, che si presentano come "difensori della famiglia tradizionale", hanno divorziato e si sono risposati almeno una volta e molti di loro convivono o hanno convissuto per molti anni, mentre la maggior parte degli esponenti del Centrosinistra da voi considerato "anticlericale e distruttore della famiglia", si sono sposati una sola volta e sono rimasti per tutta la vita fedeli al proprio coniuge, o hanno liberamente scelto di convivere con un partner senza sposarsi, ma non l'hanno mai cambiato, dimostrando un comportamento comunque più vicino alla morale cristiana rispetto a quello del premier e dei suoi amici.
Come molti altri cattolici che ragionano con la propria testa e sono consapevoli di vivere nel XXI secolo, penso che non bisogna giudicare le scelte o le vicende non volute della vita delle persone, ma, siccome il criterio seguito dal Vostro quotidiano e dalla Conferenza Episcopale Italiana, a cui fate legittimamente riferimento, è quello di votare secondo il comportamento coniugale dei candidati, dal punto di vista della morale cristiana, sono molto più votabili i partiti del Centrosinistra, perfino quelli "impresentabili" della Sinistra.
Per quanto riguarda le posizioni di Fini e del Fli, penso sia del tutto sbagliato considerare questo nuovo partito come l'ultima evoluzione del Movimento Sociale Italiano, piuttosto ritengo che sia il progetto di una Destra europea, laica e liberale, più moderna dello sgangherato Pdl, una Destra che comunque non voterò mai, ma che rispetto molto di più che il Pdl o la Lega.
Pur condividendo dal punto di vista morale e religioso, le Vostre convinzioni e preoccupazioni sulla famiglia, da un punto di vista civile e politico, credo che uno stato laico e moderno debba riconoscere e regolamentare situazioni diverse da quelle della famiglia tradizionale e garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini.
Sicuramente i problemi di cui si è discusso nella Conferenza della Famiglia, sono problemi reali da risolvere, ma sicuramente non è il riconoscimento delle "coppie di fatto" né il diritto di adozione per single o coppie omosessuali a creare questi problemi, il punto semmai è creare un fisco equo per le famiglie più povere, assegni regolari, e non una tantum, per i figli dalla nascita alla maggiore età (come avviene nella laicissima Francia) e altre misure; in questo ambito per la famiglia, hanno finora fatto poco i governi di Centrosinistra, nulla quelli di Centrodestra, nonostante i proclami.
Mi chiedo inoltre perché l'unico criterio di scelta per i cattolici dovrebbe essere sempre quello dei diritti civili e della famiglia, mentre ci sono anche altre priorità: ad esempio mi chiedo dove sia la morale cristiana nel momento in cui si partecipa ad una guerra o si rifinanziano le missioni militari all'estero; mi chiedo dove finiscano i valori cristiani quando si vota la legge razzista Bossi-Fini o il decreto Maroni per cacciare gli immigrati e chiudere i campi Rom; mi chiedo dove sia il senso cristiano di giustizia, quando si deliberano condoni fiscali ed edilizi per favorire chi non rispetta le regole o si promulgano leggi ad personam per salvare il premier ed i suoi amici dai problemi con la giustizia; mi chiedo dove sia il senso di uguaglianza e giustizia sociale quando si sceglie di favorire imprese che licenziano i propri dipendenti o non concedono sacrosanti diritti ai lavoratori precari; mi chiedo anche dove sia il rispetto del creato affidato agli uomini da Dio, quando si vuole reinstallare centrali nucleari e non si incentiva invece l'uso di fonti rinnovabili rispettose dell'ambiente; mi chiedo infine come possa un cattolico, come qualsiasi persona dotata di intelligenza e senso critico, sostenere un governo che taglia pesantemente i fondi per Scuola, Università, Ricerca e Cultura e dimostra di considerare questi settori come qualcosa di superfluo e addirittura frivolo.
In ogni caso penso che oggi i cattolici debbano sentirsi liberi di scegliere secondo coscienza chi votare, senza alcun condizionamento, mentre la Cei ed in generale i vertici della Chiesa Italiana dovrebbero fare attenzione a chi incoronano come paladino dei valori cristiani; se la Cei, o una parte di essa, continua a sostenere un presidente porco e bestemmiatore con il suo seguito di divorziati che si presentano come difensori della famiglia tradizionale, commette, a mio parere, un errore storico.
Se non ci fossero esempi come quelli di Mons. Bregantini, il cardinal Martini, Padre Alex Zanotelli, Don Luigi Ciotti, ma anche talvolta il cardinale Tettamanzi e altri responsabili della curia ambrosiana, forse mi sarei già convertito al Protestantesimo e, come me, penso molti altri cattolici, che ragionano con la propria testa e sono consapevoli di vivere nel XXI secolo, forse anche molti sacerdoti che quotidianamente incontrano ed accolgono persone che hanno avuto, per propria volontà o meno, esperienze diverse da quelle tradizionali.
Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno, ringrazio per l'attenzione,
cordiali saluti
Igor Turconi

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