Ieri sera sono stato al Teatro Parco Trotter, tra via Monza e Via Padova, zona considerata tra le più pericolose d'Italia, per un dibattito organizzato da Sinistra Ecologia e Libertà Milano con i candidati della Lombardia e Claudio Fava, uno dei coordinatori nazionali del quasi partito nonché ex-parlamentare europeo e politico da sempre impegnato nella lotta contro tutte le mafie.
Arrivo un po' timoroso alla fermata Rovereto, timoroso più che altro per notizie riportate, perché non c'ero mai stato ed era già buio, essendo le 20,15 circa; esco dalla stazione e mi ritrovo su Viale Monza.
Tutto tranquillo, sì noto che la maggior parte delle persone che camminano per la strada sono di origine non italiana, ma perché questo dovrebbe preoccuparmi?
Entro in un bar per andare in bagno: al banco ci sono due ragazze di origine estremo-orientale, le quali mi indicano gentilmente i servizi, poi un ragazzo di origine presumibilmente magrebina addirittura mi accompagna, facendomi passare per una corte di quelle vecchie, be' le condizioni sono queste...
Torno dal bagno, prendo un caffè, mentre gli avventori, tutti di orgine asiatica, bevono, mangiano e chicchierano tranquillamente, ed esco.
Prendo una via un po' stretta e buia, secondo le indicazioni di googlemaps, poi arrivo ad un'altra strada, che attraverso nonostante manchino le strisce (grazie alle amministrazioni leghiste-forziste che da 20 anni amministrano la città), e prendo un'altra strada piuttosto buia e deserta, finché arrivo al cancello chiuso del parco, dove un militante è lì che chiama i compagni perché gli aprano, visto che il custode non vuole uscire perché ha paura.
Come è normale, l'incontro inizia con mezz'ora di ritardo ed inizia con il concerto dell'orchestra di via Padova, che è un gruppo di musicisti italiani e di varie nazionalità ed esegue pezzi di varia origine, soprattutto di paesi magrebini.
I pezzi sono molto belli e coinvolgenti, tra l'altro il cantante/benjista(non so se fosse un benjo lo strumento che suonava) spiega le forti somiglianze e connessioni con la musica andalusa, ad ennesima riprova che le varie sponde del Mediterraneo sono unite da forti legami che non si devono spezzare e la nstra cultura è molto più simile a quelle dei popoli mediterranei che a quelle del Centro-Nord Europa.
Poi parla il professor Escobar, che insegna Filosofia politica alla Statale e negli ultimi anni si è occupato di paura: racconta che da due anni vive in via Padova e qui si sente più sicuro che dove abitava prima, in corso Plebisciti, perché qui c'è sempre un po' di gente per strada fino a tarda ora, mentre lì non c'era nessuno, poi spiega come il fenomeno della paura sia stato creato e strumentalizzato negli ultimi 20 anni dal "primo partito nazista di massa in Italia", la Lega Nord, che ottiene consensi facendo leva sulle paure e crea odio per permettere alla gente di scaricare le proprie frustrazioni ogni volta su un diverso bersaglio, prima i "terroni", poi gli extracomunitari, poi i Rom; spiega anche come gradualmente questo uso della paura e della sicurezza, sia stato trasmesso dalla Lega, prima al resto della destra, poi ai mass media e infine a pezzi consistenti del Centrosinistra.
Insomma, il professore ha analizzato e spiegato in modo scientifico ciò che io, come tanta altra gente, avevo sperimentato sulla mia pelle in quel quarto d'ora tra l'uscita della Metro e il teatro e allo stesso modo, ma con più consapevolezza al ritorno: la paura è un fenomeno del tutto psicologico e non si sconfigge con leggi e decreti razzisti, non si vince solo con l'uso delle forze dell'ordine(qualificate ed autorizzate, non la pagliacciata delle ronde), ma con laboratori ed attività d'integrazione, aprendo e non chiudendo le porte, così come Sinistra Ecologia e Libertà ha iniziato a fare ieri sera.
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