Ei fu. Siccome immobile, dato il final sospiro,
stette seduto immemore con vicin Ghedini il ghiro,
sguardo fisso e attonito,
il nano al nunzio sta,
muto, pensando all'ultima
ora del dì fatale;
né sa quando uscirà da S.Vittore
l'orma di suo pie' mortale
e alle sue ardenti orge
ritornar potrà.
Lui folgorante in solio
vide il suo seno e gli piacque;
quando con zelo assiduo
Lele gli portò le vacche,
di mille glutei al vento
misto il suo molle ha:
"vergin" di servo encomio
e di codardo oltraggio
sorge Nicole al subito
cader di tanto raggio;
e scioglie in aula un grido
che Silvio non morrà.
Da Arcore a Villa Certosa,
da Antigua a Portofino,
fanciulle in ogni posa
con Fede movea il pipino,
con viagra rafforzato
e con Ruby era festino.
Poi di maggio quella sera,
la piccola finì in questura
e per scampare la galera
il telefono squillò:
del califfo era pupilla
e Nicole la liberò.
Ma poi gli orchi di procura
di tal stato non contenti,
disdegnaron la questura
e indagaron tutti attenti:
così tra foto conti e testimoni,
colser prove del misfatto,
incastraron Berlusconi
e lo fecer tutto matto.
Alla corte di tre donne benvestite,
il Cavalier si spaventò,
fu condanna come dinamite,
e il nano in cella si trovò:
non più Ruby, non più feste,
in prigion fu come peste;
senza lui a Palazzo Chigi,
qualcun si rattristò
e volò fino alle Figi,
ma il paese giubilò.
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