In questi momenti di tragico dolore per il paese che mi ha accolto per 4 mesi, non posso che esprimere il più profondo cordoglio e una grande vicinanza e solidarietà per questo popolo ancora una volta colpito al cuore.
Certo, il presidente non mi piaceva per niente, e probabilmente avrei condiviso poco con i ministri e le altre vittime, ma nel dolore e nella morte siamo tutti esseri umani, creature di Dio per chi crede, e per loro provo dolore.
Quasi sicuramente è stato un tragico incidente ad eliminare le massime autorità politiche, civili e militari del paese, ma è chiaro che i Polacchi non possono dimenticare gli ultimi 3 secoli di disgrazie, secoli in cui, quello che era stato il regno più potente e florido dell'Europa Centro-orientale, è stato continuamente bistrattato e quasi completamente cancellato dalla faccia dell'Europa da parte dei vicini.
Come sempre colpisce come i Polacchi si stringano unanimemente attorno alle vittime nel dolore e sicuramente essi non dimenticano la sfortunata storia del loro paese, però la Polonia di oggi non è quella del 1772, né quella del 1945, è un paese moderno, che sta crescendo, è il paese che ha retto meglio la crisi tra i paesi ex-comunisti; ho letto e sentito titoli come "Polonia decapitata", "Polacchi rassegnati alla maledizione della storia" o qualcosa di simile, ma non hanno senso: il paese è in piedi, ferito e dolorante, ma vivo, la popolazione è pronta a ripartire dopo questa ennesima disgrazia.
Non posso che unirmi nel dolore e nella speranza nel futuro di questo popolo che mi ha conquistato ed esprimere il profondo augurio che si riprenda subito e continui a sperare.
Teraz Polska!
3 commenti:
Grazie!
Grazie dalla Polonia!
Ci mancherebbe, era il minimo, è vero che la Polonia è viva, no?
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