1)Torino,01 maggio 2008: Arriviamo a Torino Porta Nuova col treno e ci troviamo la manifestazione in corso: in Piazza S.Carlo il comizio dei sindacati, sulla via Roma il resto del corteo con i partiti, associazioni e in fondo i centri sociali che bruciano la bandiera di Israele. Tutto sommato bella, Torino è viva...
Poi ho visto un po'il centro, bellissimo.Poi vedi la gente in giro, si respira un clima più internazionale che a Milano, più vivo.
Insomma: Torino batte Milano 4 a 0!
Poi son stato al Sermig: in mezzo ad un quartiere periferico abitato in prevalenza da immigrati provenienti dai paesi arabi, però tranquillo, per strada vendono il pane arabo, che buono, poi pieno di internet-café e Kebab, però si capisce subito che lì sono più integrati che a Milano, anche in questo Torino è più avanti di Milano...
Il luogo, nel suo aspetto esteriore. non è il massimo, un ex-arsenale, una sorta di casermone, però è già molto più bello e colorato di com'era prima, poi ogni 2per3 fanno lavori e cambiano qualcosa.
La cosa bella è che lì tutto il giorno chiunque può suonare il campanello ed essere accolto.
Ci sono sia alcuni consacrati della fraternità, sia monaci e monache sia laici con famiglia, ma anche volontari d'occasione, sia di Torino che venuti da tutta Italia, poi accolgono persone in difficoltà, senza fissa dimora, garantendogli una vita dignitosa, ma anche dandogli regole.
E poi raccolgono vestiti,alimentari e altro da mandare in paesi poveri dell'Asia, Africa,America Latina ed Est Europa.
Ma l'aiuto che offrono alle persone è soprattutto spirituale, personale, non materiale, ma sempre lasciando le persone libere, senza imporre una conversione.
Questo sì, è un esempio di chiesa povera in mezzo ai poveri...
2)Zurigo e dintorni,02-05maggio: 3 giorni di corse avanti e indietro e poche ore di sonno, ma sono stato benissimo, accolto calorosamente.
Il bello di quando sei accolto da amici e non vai in albergo o campeggio, è che vedi la realtà in cui vivono le persone, entri e fai parte per 3 giorni della loro quotidianità.
Innanzitutto ho visto che gli Svizzeri sono come noi: il mito dell'efficenza e della precisione svizzera è stato sfatato; sì, i mezzi pubblici sono più efficenti, l'organizzazione è quasi perfetta,ma le persone non sono assolutamente quadrate come pensiamo noi,non guardano molto gli orari, sono seri quando serve e si divertono quando possono,ma soprattutto la qualità della vita è migliore.
Non si preoccupano di avere i mezzi tecnologici più avanzati, non costruiscono in ogni metro libero, conservano bene quello che hanno, rispettano gli edifici non moderni e la natura, i prati, le montagne, valorizzano quello che hanno e vivono meglio, non sono stressati e per strada non ti guardano male come a Milano, anzi, ti offrono aiuto e tutti parlano inglese...
Sono stato accolto in casa di un amico conosciuto a Taizé, che da qualche mese convive con la ragazza: intanto la ragazza mi ha accolto molto bene in casa sua, anche se non mi conosceva, poi hanno fatto di tutto perché stessi bene e avessi tutto il possibile a disposizione, mi hanno pagato quasi tutto e, se non mi fossi messo io a fare qualcosa(tipo lavare i piatti e scodelle), non avrei fatto niente, servito e riverito per 3 giorni...
Anche i familiari e gli amici, tutti accoglienti e gentili, anche se ogni tanto riprendevano a parlare tedesco e non capivo una mazza...
In 3 giorni abbiam fatto una miriade di cose: 2 preghiere di Taizé,un cd release party(concerto con regalo di cd),siamo andati a far volontariato in un centro per riugiati, siamo andati alla Landsgemeinde(assemblea popolare, il motivo per cui sono andato),una grigliata, la fondù(uta), il giro per Zurigo, più tutti i lunghi spostamenti in auto e treno,3 ore di sonno a notte...
Ho notato molte cose: intanto due ragazzi giovani, che lavorano da poco, vivono in un bilocale(probabilmente in affitto) piuttosto grande, con una camera da letto, un salotto, un cucinino, il bagnetto e uno studio; non so se lavorano a tempo indeterminato o sono precari, però in Italia chi riesce ad andare a vivere da solo al massimo arriva con difficoltà al monolocale...
In più hanno lavastoviglie, computer portatile, comprano il biologico, comfort che i precari italiani non si possono permettere...
Non hanno l'auto perché i treni hanno un servizio capillare ed efficente e hanno un abbonamento annuale che ti permette di prendere tutti i treni in Svizzera, anche salendo con la bici senza pagare il supplemento come in Italia...
Gli stipendi saranno sicuramente più alti, ma i prezzi, tranne la benzina, sono mediamente più alti del 50-60% rispetto ai nostri...
Immagino che ci sia un sistema assistenziale più solido del nostro che permette ai giovani di andare a vivere da soli, perché anche i loro amici vivono tutti da soli e in appartamenti dignitosi...
In casa sono molto meno attenti alla pulizia e all'igiene, non si fanno menate, prestano meno attenzione alla cucina, poi i piatti, i bicchieri, le pentole, li usano e li lasciano lì nel lavandino o sul piano cottura per giorni, finché decidono di riempire la lavastoviglie e farla andare(risparmiando acqua,mentre noi laviamo con l'acqua corrente)...
Le biciclette hanno una corsia apposita su ogni strada, in entrambe le direzioni, e non hanno bisogno di mettere i paletti, perché le auto le rispettano e nessuno ci parcheggia sopra; tra l'altro, pur essendo in mezzo ai monti, ho visto pochissimi Suv e macchinoni...
Zurigo è una città, ma, girandola, non ci si rende conto di essere in una grande città, vedi tutto intorno i monti, trovi ogni 50 metri una fontana(di quelle che si trovano sui sentieri di montagna), poi gli edifici sono mantenuti, le costruzioni "moderne" sono poche, non costruiscono su ogni spazio libero e mantengono gli edifici vecchi, poi tutto è a misura d'uomo, tutto fatto a posta per vivere bene, non per inseguire la massima efficenza e la tecnologia superavanzata...
Le università: dalla stazione centrale si fa un pezzo a piedi in salita e in 10-15 minuti si arriva nella zona universitaria con tutte le sedi(volendo c'è anche un tram-trenino), però che strutture, che edifici!
Entri nell'istituto di studi tecnici e tecnologici(credo a livello universitario) con la porta ad apertura automatica e ti trovi davanti una fontana, per non parlare delle colonne e degli archetti tutto intorno.
Poi la sede di Chimica: falso ingresso fatto di 3 archi e colonne, la facciata dell'edificio, che bella!
Ma il meglio è ovviamente archeologia classica, con i rilievi murari e le statue, sono andato in visibilio quando ho visto il plastico dell'Acropoli di Atene, non ho retto all'emozione...
Poi la sede di zoologia comprendeva il museo: ho intravisto una riproduzione di dinosauro o qualcosa di simile, poi ho preferito non addentrarmi per evitare problemi...
Alla fine ho anche trovato una sede in cui fanno i seminari di Storia,però niente di Lettere, la zona continuava, non ho visto tuto perché avevo il treno...
3) Ritorno: salgo sul treno per tornare ed inizio a sentire nei sedili davanti a me un gruppo di persone che iniziano a tirare fuori una sfilza di ovvietà e luoghi comuni che non finiva più...
"In Svizzera tutto era bello, in Italia tutto schifo", insomma, non finivano più di lamentarsi e sparar sentenze, ovviamente i bersagli principali erano immigrati e politici...
Ho pensato "sto veramente tornando in Italia",ho cercato di dormire un po' per evitare di sentirli, poi per fortuna si sono un po' assopiti anche loro...
Ovviamente siamo arrivati in ritardo di 25 minuti, tutto previsto, ma ho rischiato poi di perdere il regionale per Rho(il quale poi a sua volta è partito un po' in ritardo), poi fino a Lugano c'è stato il sole, da lì inizio a vedere le nuvole e a Milano il cielo è coperto, che sfiga...
Poi arrivo ed inizio a vedere manifesti in giro di questo "partitone" di calcio Padania-Tibet, da tenersi a Milano, non so che giorno, con la presenza "straordinaria" di Roberto Calderoli, il decerebrato autore del Porcellum,un evento da non perdere...
Ma come stiamo messi? Non c'è fine al peggio, le cazzate più grandi forse devono ancora arrivare...
Non ci facciamo mancare niente...
Almeno abbiam qualcosa su cui ridere, perché di fronte ad una pagliacciata del genere si può solo ridere...
Non parliamo poi delle dichiarazioni di Fini, che paragona l'omicidio all'incendio di una bandiera...
Non si vuole essere antisemiti, semplicemente non è simpatico che si dedichi tutta la fiera del libro alla celebrazione di uno stato(e di un governo) che continua a costringere il popolo palestinese ad una vita d'inferno e ad ammazzare civili, tra cui molti bambini,ma non si vuole assolutamente delegittimare il popolo israeliano!
Poi è vero che tutti gli scrittori israeliani attuali sono pacifisti e in polemica col governo, ma è stato celebrato tutto lo stato, con il suo governo, non solo la sua letteratura...
Io avrei fatto una fiera dedicata insieme a scrittori israeliani e palestinesi, non ai 60 anni dello Stato d'Israele, che c'entra uno stato con la letteratura?
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