Franco Frattini (Roma, 14 marzo 1957). Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana dall'8 maggio 2008.
È stato membro del Partito Socialista Italiano[1] e ha collaborato al quotidiano Il Manifesto.[2]
Dal 14 novembre 2002 al 18 novembre 2004 è stato Ministro degli Affari esteri del governo Berlusconi II, del quale era già componente dal 2001 in qualità di Ministro della Funzione pubblica.
Segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Berlusconi I, è stato ministro della Funzione pubblica e degli Affari regionali del successivo governo Dini. Nel 1996 si dimette dall'incarico di governo per candidarsi alle elezioni politiche con il Polo per le Libertà, nella lista di Forza Italia.
Dal novembre 2004 al maggio 2008 Frattini è stato vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo alla Giustizia, Libertà, e Sicurezza.
Nel 2001 si era candidato alla Camera nel collegio di Bolzano: sostenuto dalla Casa delle Libertà, ottenne il 42,0% dei voti e venne sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Gianclaudio Bressa.
Intervistato da Reuters ha dichiarato la sua intenzione di indagare possibilità tecniche per mettere in atto il monitoraggio e la censura di "parole pericolose" come "bombe", "uccidere", "genocidio" e "terrorismo" ed è attesa una proposta agli stati membri nel Novembre 2007.[3] [4]
Frattini è stato censurato dall'Europarlamento per le sue esternazioni contro la libertà di movimento delle persone nella UE. La risoluzione presentata dalla sinistra europea è stata votata a larga maggioranza: 306 sì, 86 no e 37 astenuti [5].
Un altro ex-socialista, un altro figlio di Tangentopoli e Bettino Craxi...
Bè, gli piace imbavagliare la libertà di parola ed anche quella di movimento, già in Europa l'hanno censurato e questo dovrebbe rappresentare la diplomazia italiana nei rapporti col mondo?
Siamo messi bene...
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