giovedì 16 dicembre 2010

Nano salvato, Zucca rimandata a gennaio

Dopo che il nano si è salvato comprando gli ultimi voti necessari con il pagamento di mutui e consulenze, con la promessa di parchi, finanziamenti per un parco, la parificazione del Cepu alle università vere e non so quant'altro, ieri sera abbiamo assistito all'ennesima farsa della maggioranza in consiglio comunale.
Il consiglio straordinario era stato convocato sulla richiesta dell'opposizione di capire qualcosa su questa crisi, ma prevedeva inspiegabilmente 10 punti all'Odg, punti magari importanti, ma sui quali non è possibile discutere senza una maggioranza certa.
Erano assenti i consiglieri Colombo (Lega) e i due consiglieri del Fli, Polerà e Favuzzi, oltre a Vinicio Peluffo che probabilmente aveva impegni alla Camera, vista la situazione più che incerta che permane a Roma.
Se ne sono viste delle belle: il paradossale lamento di Cogno (Pdl) per la situazione dell'ospedale di Rho, dovuto principalmente al fatto di aver subito il prepensionamento da parte dei vertici dell'azienda Salvini; la tragicomica protesta di Dario Re (Udc), che lamenta di non essere informato sulla crisi, legge la lettera, scrittagli nel 2000 da Mario Anzani per motivare le sue dimissioni, ed esce dall'aula scocciato da questa guerra interna al Centrodestra, come se non lo riguardasse; gli insulti reciproci tra il capogruppo Pdl Rossini e il dissidente Mento, ormai passato all'opposizione; lo scontro Lega-assessore Rizzo; gli elenchi della spesa fatti dai consiglieri Laino e Pappasodaro, che hanno "casualmente" omesso l'attività dell'assessore Tizzoni, che si è limitato a fare smorfie durante tutta la serata, mantenendo un assordante silenzio; la simpatica poesia di Natale della neo-consigliera Borghi, che rende ancora maggiore il rimpianto per le dimissioni di Lorella Borghetti, che almeno era in grado di decidere autonomamente...
Soprattutto continua l'estenuante traccheggiare della Lega, che, alla domanda "da che parte state?" ripetuta più volte dai consiglieri dell'opposizione, risponde con un banale e demagogico "dalla parte della gente" che non ha alcun senso, visto che tutti dicono di stare dalla parte del popolo; Cecchetti ha ribadito che la Lega è uscita dalla giunta, ma rimane fedele al programma di coalizione, non ha più fiducia nel sindaco, ma rimane con un piede nella maggioranza e conclude dando l'ennesimo ultimatum al primo cittadino per gennaio.
Insomma, per il momento la crisi non è risolvibile, come ammettono tutti, ma la giunta rimane incollata alle poltrone.
La seduta si scioglie dopo l'una, visto che nel momento in cui si passa alla mozione successiva all'interrogazione sulla crisi, l'opposizione esce dall'aula facendo mancare il numero legale.
Paradossale la reazione di alcuni sostenitori del Pdl che lamentano la scarsa responsabilità da parte dei consiglieri di minoranza: evidentemente non sanno che l'opposizione deve svolgere il suo ruolo di antagonista dell'amministrazione comunale.
Insomma, la farsa continua...

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